giovedì, novembre 19, 2009

Work in Progress...

Nel precedente post vi avevo accennato ad un progetto che ho presentato a Lucca, insieme al disegnatore Amerigo Pinelli. Ieri, sul blog del mio compare, è apparsa questa illustrazione relativa al nostro lavoro:


Oggi rilancio io, mostrandovi un paio di schizzi relativi ai due protagonisti del racconto.


Al momento, ci stiamo lavorando, lavorando e lavorando ancora. Restate sintonizzati e ne saprete di più!

giovedì, novembre 05, 2009

Lucca Comics & Games 2009

Fino ad ora, quest'edizione della fiera è per me la migliore Lucca di sempre. Non parlo in generale, parlo per me, di come l'ho vissuta. È stata una Lucca perfetta sotto ogni punto di vista.
4 giorni senza intoppi e pieni di soddisfazioni.

Siamo partiti da Napoli in 4: io, Daniele Mancino, Amerigo e Giulia. Abbiamo dormito in un appartamento al centro di Lucca e quindi, a differenza degli altri anni, non c'è stato alcun tipo di problema legato agli spostamenti, anzi in 2 minuti eravamo a casa. L'appartamento, tra l'altro, era stupendo.

Con Amerigo ho proposto un progetto ai vari editori e le risposte sono state ben più positive di quanto osassimo immaginare. Di cosa sto parlando, è ancora presto per dirlo... ne riparleremo in seguito.

Per quanto riguarda Comicus, la conferenza è andata benissimo ed il lavoro per news ed interviste è stato ottimo come sempre. Personalmente ho intervistato David Hernando e Pasquale Saviano per la Planeta. Tutti gli aggiornamenti della redazione, li potete trovare nello speciale dedicato alla fiera.

Ovviamente, le fiere sono l'occasione per incontrare i tanti amici del mondo del fumetto, con cui si trascorre un po' di tempo. Editori, fumettisti, forumisti etc. Non ci provo nemmeno a stilare un elenco, ma posso dire che re-incontrarvi tutti è sempre un piacere: fra gli stand o per strada, al bar o alla mega-cena organizzata dal mitico Filippo "Joe Kerr" Conte. Tra l'altro, quest'anno, alla cena s'è mangiato proprio bene! :D

Inutile dire che la parte più bella di questa Lucca è stata... la seconda rete di Hamsik che ha dato i tre punti al Napoli contro la Juve. 2 a 3 per noi in un clima da finale dei mondiali, davanti un punto Snai a Lucca, fumettisti e non napoletani (e non) a festeggiare, abbracciarsi e quant'altro. Bellissimo, ricorderò questo momento per tutta la vita!

In generale, la fiera è stata un successo, record di presenze e organizzazione migliore rispetto lo scorso anno, così i visitatori in più sembravano quasi non esserci e la vivibilità ne guadagnava molto.

Tanti belle novità uscite quest'anno, in particolare ho atteso come un bambino il volume delle Ninja Turtles della 001. Bellissima anche la biografia di Disney della Tunué. Bello il Don Chisciotte di Landolfi edito da Nicola Pesce. Ma, anche qui, non voglio dilungarmi oltre, dimenticherei sicuramente altri volumi. Ora devo smaltire i fumetti che ho portato a casa. Ricordo solo il volume della Alien Press Nuovimondi, edito dalla DOUbLe SHOt i cui ricavati andranno in beneficenza.

In definitiva una Lucca ottima in cui divertimento, soddisfazioni personali e un'ottima organizzazione sono andati di pari passo.

Ora avranno sicuramente finito di smontare la città in modo che il prossimo anno potranno ricostruirla per far felici i tanti nerd che, da tutta Italia, giungono alla Fiera del fumetto per eccellenza. Al prossimo anno, Lucca! :)

martedì, ottobre 20, 2009

Lo "StranPaese"...

Una volta dell'Italia si diceva "Il BelPaese", ce lo dicevamo da soli e ce lo dicevano all'estero.

Chissà, adesso, quale nominativo usano i fratelli stranieri per descrivere l'Italia. Sicuramente faticano a capirci. La stampa estera resta incredula davanti alle vicende politiche del nostro Paese, basta dare un'occhiata ai titoli dei maggiori quotidiani stranieri per capirlo. In effetti il corto circuito politico è ormai giunto a livelli paradossali con un presidente del consiglio invischiato in scandali di ogni specie (privati, vedi le escort, giudiziari, finanziari etc.) ed un Paese ed un'opposizione incapace, o forse semplicemente poco interessata, a reagire.

All'estero una situazione del genere sarebbe inammissibile. Un personaggio come Berlusconi difficilmente potrebbe candidarsi, difficilmente vincerebbe, e al primo colpo sarebbe costretto alle dimissioni e mai e poi mai potrebbe ricandidarsi. Abbiamo visto come basta poco per far cadere ministri nelle altre nazioni europee, in Italia nemmeno la bocciatura del lodo Alfano ha sortito alcun effetto, cosa del resto prevedibilissima. Intanto, all'estero non si capacitano, scrivono sui giornali di fantomatiche dimissioni del premier, mentre in Italia tutto trascorre con tranquillità con un presidente del consiglio che deve presiedere a tre processi contemporaneamente.

La cosa assurda è, però, il rovescio della medaglia. Con un effetto "pappagallo" (basta vedere la sua reazione dopo la bocciatura del lodo Alfano) tramite il partito e i media a disposizione, vengono ripetuto slogan sconnessi dalla realtà e passati come fatti, così che alla fine tutti sono comunisti, tutti corrotti, la stampa e la Tv è contro il governo, i giudici sono di sinistra e così via... In un Paese in cui il presidente del consiglio controlla i maggiori mezzi di informazione si arriva a dire questo e normali trasmissioni di inchiesta vengono viste come sovversive (e "consiglia" agli industriali di non far pubblicità su questi giornali e durante queste trasmissioni, invitando anche a non pagare il canone Rai). Non accade in nessuna nazione democratica del mondo. Se pensiamo al caso delle escort ed allo "scandalo" della Daddario in tv, da Santoro ad "Annozero", mentre in America ai tempi di Clinton non ci fu nessuna polemica televisiva o giornalistica per il caso Lewinsky. Come giusto che sia in un Paese democratico, il presidente rispose a tutte le domande de giornalisti, anche le più scabrose, e la Lewinsky disse la sua versione in Tv e sulla stampa.

In effetti, gli attacchi alla stampa (49° Paese come libertà di stampa) sono ormai sempre più frequenti e c'è un vero e proprio sistema di intimidazione contro di essa. Esplicito, in tal senso, è l'intervento di Marco Travaglio sul giornalismo e sul fare il giornalista in Italia:



Da ricordare la manifestazione per la libertà di stampa del 3 ottobre (attaccata da Minzolini, direttore del Tg1, con successiva risposta dei suoi stessi giornalisti) che, almeno, ha avuto il compito di sensibilizzare un poco sulla vicenda. Ma siamo lontani, ancora lontani, serve una svolta decisiva.

Anche la rete, organo di libera informazione, è soggetto a nuove leggi restrittive. Internet fa paura ed i politici, destra e sinistra, cercano di controllarla, addomesticarla. In internet ognuno di noi ha un proprio "canale", un proprio "giornale" e, a chi vuole limitare le voci, questo fa paura. La supremazia in tal senso è importante, basti pensare alla lavata di capo che Berlusconi ha fatto a Fiorello quando è passato a Sky, pericoloso concorrente di "RaiSet" (a rete unificate per la nazione).
Le televisioni devono essere, infatti, a servizio della classe politica, atta anche a denigrare gli "avversari", come il caso del giudice Mesiano (che ha condannato Finivest a pagare 750 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti) che viene spiato dalle telecamere di "Mattino 5" e mostrato in normali atteggiamenti, definiti però come "stravaganti" (fumare, avere calzini turchesi, diventati poi un simbolo).



Ed è meglio sorvolare sulle "scuse" di Claudio Brachino... D'altro canto, nella Tv delle veline e dei soldi facili, dell'informazione controllata (vedi Tg1), questa è ormai la normalità. "Il Giornale" diretto da Vittorio Feltri (e della famiglia Berlusconi) in perdita, è tenuto in vita solo per gli attacchi personali ai nemici del Premier.
Tutto questo riporta alla mente il finale del film di un lucidissimo Nanni Moretti che, già anni fa, avevo intuito lo sviluppo delle nostre faccende politiche ne "Il Caimano".



Ormai, la misura è colma, ma si continua ad andare oltre e si raggiungono limiti insormontabili ogni giorno. Come dire, non c'è mai limite al peggio. Intanto, mentre i politici tutti si puliscono il deretano con il tricolore, insultando istituzioni e altro, fa scalpore uno spot di calze con l'inno di Mameli al femminile:



Questa è l'Italia, se mi leggete dall'estero, non vi meravigliate. Forse un giorno tutti ci sveglieremo e allora, con la vergogna stampata sul viso, vi diremo: "Avevate ragione voi".

L'immagine dell'articolo è © di Vauro.

lunedì, settembre 28, 2009

L'onore di Stato

Riprendo ad aggiornare il blog, dopo qualche mese di silenzio, commentando un singolo minuto di silenzio. Mi riferisco, ovviamente, a quanto accaduto la scorsa settimana ai sei militari italiani morti in Afganistan.
Ora, io rispetto il dolore delle famiglie e spero che i caduti riposino in pace, ma per quanto riguarda il resto, io non ci sto!
Il minuto di silenzio per le vittime lo faccio addolorato, ma poi voglio parlare.

È giusto che persone stra-pagate, impegnati in una missione militare che non ha altro scopo che quello di farci gettare milioni, quando abbiamo tagli alle scuole e alla sanità, hanno ricevuto un funerale di Stato quando poi un povero cristo, malpagato, muore sul lavoro e a stento riesce ad avere un funerale appena decente?

Dicono che quei soldati difendevano l'onore dell'Italia. Che tristezza, una volta erano gli artisti a difenderlo... L'Italia, nei secoli scorsi, ha avuto un dominio culturale pari a nessun'altra nazione. Il nostro onore era rappresentato da persone come Michelangelo, Da Vinci, Boccaccio e tanti altri. Sentire ora che l'onore appartiene a persone (con tutto il rispetto per coloro che sono morti e per le loro famiglie) che scelgono un lavoro che gli permette di guadagnare belle migliaia di euro al mese, in una missione che è chiamata di "pace" ma che in realtà serve solo a difendere gli interessi economici delle solite nazioni, quanto poi di pace non c'è nulla, be' allora mi dissocio totalmente.

Per me c'è più onore a servire il proprio Paese aiutando i civili bisognosi e i disabili.
E se i soldi destinati alle azioni militari finissero nelle nostre scuole, forse un domani avremmo di nuovo i Leopardi e i Caravaggio. E allora, piuttosto che sei persone scomparse per operazioni del genere, avremo altrettanti premi nobel di cui glorificare le azioni.

L'immagine dell'articolo è © di Vauro.

martedì, luglio 14, 2009

Oggi sciopero!

venerdì, giugno 26, 2009

La morte di Michael Jackson

È morto Michael Jackson.

Non ero un suo grande fan, conosco poche canzoni sue, però quelle poche le caricavo spesso sul lettore. Nonostante tutto, devo ammettere, la notizia mi ha scosso.

Al di là delle voci vere o presunte, non ho seguito nel dettaglio i vari processi per le accuse di molestie verso minori (cosa che mi disgusta), dal punto di vista artistico Michael Jackons, il Re del Pop, una delle figure più importanti della musica degli anni '80 e '90, non ha più avuto la possibilità di riscattarsi.
L'ultimo album Invincible è del 2001 e, da quel che mi ricordo, deluse molto sia sotto l'aspetto critico che sotto quello commerciale. Nel frattempo solo processi e azioni discutibili che hanno concluso una vita fatta di eccessi e pazzie.
Pare stesse lavorando ad un nuovo album, probabilmente uscirà qualcosa postumo. Anzi, sicuramente. Il 2 luglio doveva tenere una serie di concerti, il suo ritorno sulle scene (utili per pagare i suoi debiti accumulati nell'ultimo periodo della sua vita), forse i suoi ultimi concerti. Chissà che non fosse stata la volta buona...

Michael Jackson è un'icona per chi è cresciuto negli anni '80/'90. Anche se non ne eravate fan, è entrato nelle nostre vite, magari sullo sfondo, ma c'era.
Non avrà avuto una vita normale, ha fatto parecchi sbagli, ma la sua musica rimane. Sopratutto quanto segue:

giovedì, giugno 25, 2009

Gli italiani lo vogliono così!

"Gli italiani mi vogliono cosi'", ha detto (Silvio Berlusconi, ndr.) all'Aquila, "ho il 61%. Mi vogliono cosi' perché sentono che sono buono, sincero, generoso, leale, che mantengo le promesse".
Articolo qui.

Insomma, ecco come lo vogliono gli italiani:



Tra l'altro, proprio oggi, L'Espresso pubblica un articolo sulla selezione delle candidate del PDL.

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